
Il quarto voto di vita quaresimale è la novità che caratterizza la spiritualità penitenziale dell'Ordine dei Minimi.
La IV Regola lo formula così: «Tutti i frati di quest'Ordine si asterranno completamente dai cibi di carne e nel regime quaresimale faranno frutti degni di penitenza sì da evitare del tutto le carni e quanto da esse proviene. Pertanto a tutti e a ciascuno di essi è assolutamente e incontestabilmente proibito di cibarsi, dentro e fuori convento, di carni, di grasso, di uova, di burro, di formaggio e di qualsiasi specie di latticini e di tutti i loro composti e derivati».L'unica eccezione prevista è la malattia, quando non può essere curata con cibi quaresimali.
Per capire il voto della vita quaresimale, che san Francesco, sulla scia dei Padri della Chiesa, chiama «consuetudine di vita più felice e più santa», bisogna ricordare che questa pratica ascetica era abituale nella vita religiosa.
A partire, però, dal secolo XIV le dispense concesse dalla Santa Sede andarono sempre più aumentando. I motivi addotti per ottenerle erano legati per lo più alla convinzione che tale genere di penitenza non poteva essere più praticato per le mutate condizioni fisiche e climatiche. In realtà, però, l'abbandono di tale pratica ascetica manifestava l'attenuazione del fervore religioso, indice della decadenza in atto. I movimenti di osservanza, infatti, riproponendo un rigoroso programma di riforma, inserivano, chi più chi meno, anche l'astinenza quaresimale.